TESTA CUORE GAMBE


29 Sep
29Sep

La mente nello sport è tutto: a volte essere un atleta fortissimo non vuol dire vittoria certa. 

Ricordo  quando praticavo Kick Boxing da agonista. C'erano alcuni atleti che facendo da sparring erano formidabili, ma non combattevano, non riuscivano neanche a concepire di riuscire a salire sul ring, perché l’ansia da prestazione vinceva su tutto. 

Questa regola vale un po per tutto. La famosa ANSIA DA PRESTAZIONE, un colloquio di lavoro, una tesi di laurea, il non riuscire appieno a ripetere o esporre alla perfezione quello che avevamo preparato per mesi. Insomma, scegliete voi l’argomento. Con una donna? Ah, certo, anche quello   , faccio disfo e poi “MORTO” ahahahha

Nello sport accade esattamente la stessa cosa. Durante gli allenamenti siamo felici, le endorfine sono a mille, nella nostra mente programmiamo risultati incredibili, podio sicuro. Poi, nella realtà, il giorno della gara, TUTTO CAMBIA…

Il passeggero, come lo chiamo nel mio primo libro Tutto è Possibile lo sport oltre l’asma, inizia a parlare.

Una delle cose che maggiormente mi dice, è che farò una figura di merda colossale davanti a tutti, davanti agli amici, all’allenatore, davanti alla squadra, un parente, un familiare, uno che ci sta profondamente sulle palle e che magari immaginiamo con una birra in mano seduto su una poltrona che ci deride con grosse e grasse risate.

Non riuscire a finire una gara, non riuscire ad essere in grado di raggiungere l’obiettivo che ci si era prefissati, magari dopo tanti mesi di preparazione e sacrificio, questo è quello che maggiormente ci turba prima di una competizione. È  una paura che accomuna tutti, tranne i fenomeni (che non lo dicono, ma che provano le stesse cose).


C’è un rimedio a tutto questo? SI! Tanti piccoli rimedi.

Dirvi di rilassarvi prima della gara, prima di una griglia di partenza, sarebbe scontato, quindi andrò oltre.

Ricordatevi che siete in quella situazione perché l’avete scelto voi, perché è il vostro sogno, perché è il vostro obiettivo e perché con la mente andrete a ripercorrere tutto il periodo in cui vi siete preparati.

Le gioie, le risate con il gruppo, le incomprensioni, i confronti con il coach, saranno tanti piccoli punti che andranno ad unirsi su quel “tappeto” di partenza, come un mosaico i cui protagonisti siete VOI.

Il pubblico, gli “avversari”, in quel momento fanno parte del tuo sogno di quello che con tanta fatica e di diritto ti sei guadagnato. Quindi sorridi! Perché è la tua festa, è il tuo gran giorno e in ogni caso, se sei arrivato a quella griglia, in quel tappeto, hai già vinto.

A breve, avrò un altro Ironman, un'altra gara sulla lunga distanza triathlon. Nonostante tutto, avrò le stesse paure, gli stessi dubbi e le stesse armi per contrastare tutto questo. Avrò il pensiero rivolto al lungo cammino che ho fatto per arrivare a trovarmi in quella “situazione”. 

Coraggio, perché tutto è possibile. SEMPRE.

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