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22 Giorni e una piccola luce davanti.


12 Jan
12Jan

Mal di testa costante da un lato, una tempia, un monomalditesta, l'ho ribattezzato così, il monomalditesta. 

La notte non si dorme e se si prende sonno è un dormire Findomestic, a rate, piccoli "sonni" ..... Non sto a dire che giro e mi rigiro nel letto, no, l'altra parte occupata dal nulla non esiste è come se avessi un letto singolo, quasi come se avessi paura di sconfinare. 

Crampi muscolari, a volte ho paura di fare movimenti anche semplici, come inchinarmi per accarezzare il gatto.  Essendo solo se mi dovessi bloccare sarei praticamente fregato, ogni cosa in questo micromondo di casa circondato dal Covid va calcolata, ponderata e decisa. Nulla va lasciato al caso. 

La mattina farmaci, la notte farmaci e pensieri. 

Ho iniziato veramente con il Virus che mi ha smontato in due, poi ricomposto e subito dopo smontato. Nessuna certezza, nessuna gioia o prospettiva, come quando ad esempio si ha un'influenza e si crede di uscirne dopo pochi giorni. Qui dopo pochi giorni peggiori, qui dopo pochi giorni hai il picco massimo e dopo molti giorni stai ancora male e non sai cosa potrà ancora accadere. 

Questo virus gira, cambia, si evolve, studia, impara e poi colpisce ancora. Quando pensi di star meglio arriva un qualcosa che non ti aspetti, un dolore fortissimo ad una gamba tanto da trascinarti per andare in bagno, un mal di testa pungente, un mal d'orecchio, mal di gola o ad un molare. Non sto a parlare degli altri sintomi, come la dispnea continua insieme all'affanno, perché quelli ormai sono entrati nella normalità. 

L'aspetto mentale è tutto, perché bisogna fare i conti anche con quella. Sei solo anche se in compagnia di tanti amici e mille dirette e tremila messaggi, ma sei solo e a questa solitudine quasi ti ci abitui e non è normale. 

Come sarà poi il mio domani? Eppure ho affrontato ricoveri più lunghi, come mai questo che oltretutto è a casa e non ospedale fa più male? Sarà l'età o il fatto che la situazione è talmente assurda da sembrare irreale, sarà quello a fare più male? 


Scrivere, leggere, studiare programmare, progettare e andare avanti quasi come fosse scontato che tutto andrà a finire bene, lo penso adesso perché intravedo una luce, una fine, ma cinque giorni fa ero senz'aria e non facevo progetti, anche due giorni fa sembrava di essere ritornati ai primi giorni di "influenza". 

Due giorni e mezzo in cui riesco a stare meglio, calcolo tutto, le ore in cui sto al Pc quelle in cui a quest'ora sarei già stato a letto e quelle in cui annaspavo o controllavo ossessivamente il termomentro o la saturazione. 

Oggi, rido, riesco a ridere un po, con paura e trattenendomi come se avessi paura di innescare una bomba ed esplodere. Oggi ho riso :-) ad un certo punto ho detto evaffanculo e fammi ridere, come se stessi parlando con il virus. 

Penso a quanto sono fortunato, oh, sono uno di quelli che ha chiuso l'anno 2020 in positivo e ha aperto il 2021 in positivo, meglio di una borsa e di qualsiasi investimento. 

La mia fortuna è che ho tempo e voglia di scrivere, di suonare, di raccontare, la mia fortuna è che forse ci sono già passato e quell'aria che mi manca mi è sempre mancata e ho sempre lottato per averla, la mia fortuna è che alla fine forse me la cavo e la porto a casa questa medaglia, ma non prima di aver pensato anche a chi invece questa gara non la finisce e la medaglia a casa non la porta.

Sembrerà drammatico ma è così, sembrerà esagerato ma è così. A Taiwan a fine gara con Claudia la mia adorata amica e splendida ex moglie, eravamo in ristorante, festeggiavamo il fatto che fossi riuscito a portare a termine un Ironman incredibile in un posto incredibile e duro. Vicino a noi c'era una coppia, erano di Shangai, in un modo o nell'altro facemmo amicizia e lui ci raccontò che non riuscì a finire quella gara ed era molto triste per questo.

 Non provai a consolarlo perché sapevo e conoscevo quella delusione. Per me questa è una gara, non posso rimanere deluso, anche perché non si parla di medaglie ma di vita. L'esempio forse non calza ed è anche difficile da spiegare come metafora, ma io mi impegno come se fosse un lungo di corsa, un lungo di bici, un lungo di nuoto e annaspo, soffro, lotto ma vado avanti come se fosse una gara e lo faccio anche perché in molti non credano che sia una corsetta, una nuotatina o una passeggiata in bici per andare a comprare il pane. Questo signori è un Ironman e si gareggia con i grandi purtroppo, ma se si ha testa, questo lungo, lo finiamo.  


07Jan
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